E’ ancora tempo di covid, chiusure e clausura mentre si pensa all’ipotetico calendario di appuntamenti – stagione 2021 per il Monza Chapter.

Perchè c’è voglia di tornare a girare in moto.

A Marzo, le restrizioni e i divieti erano ancora attivi, li conoscevamo ormai da un anno, quindi bisognava pensare a giri con eventuale pernotto senza prendere rischi, bisognava pensare a una alternativa alle camere d’albergo.

Intanto una sera, a cena in compagnia, ascoltavo il racconto delle vacanze in montagna, trascorse sull’appenino emiliano. Si diceva di un posto che non è certo conosciuto ai più, anzi forse dimenticato anche da Google Maps: Ramiseto. Si parlava di soggiorni estivi fatti “nella natura” a passeggiare e giocare intorno a dei laghetti in quota.

C’è la sensazione di ritornare lì, a tantissimi anni fa, di tornare indietro con gli anni, di molto, di ritornare bambini per un attimo e riabbracciare chi c’era o solo rivivere quei momenti.

Spunta l’idea!!

Con un suggerimento involontario nasce la mia proposta – una provocazione – al gruppo Monza Chapter.

Un giro in relax, senza orari di partenza tirati, no mete per harleysti alla moda, no lunghi cenoni di Natale. Semplice, un giro in compagnia. Conditio sine qua non: la TENDA…notte sotto le stelle.

Ormai il posto è deciso: Ventasso Laghi, a 1350 mt sul livello del mare.

Ci vuole un camping, 2 telefonate, ecco trovato. I titolari della struttura sembrano proprio che abbiano capito il mio desiderio!

La formula è chiara, nella testa. Vediamo se lo sarà anche per i soci. Ma verrà apprezzato? Boom!! 30 iscritti – 28 moto.

Sabato 3 Luglio, con meteo cigolante per l’intero weekend, il gruppetto si trova per la partenza. Mini briefing e via! Moto che sembrano tenute insieme da corde, elastici e nastri adesivi si muovono in direzione Parma e poi su di lì.

I tempi del viaggio sono scadenzati dagli 8 litri e con rispetto gli altri aspettano.

Quando cominciamo a salire ecco il serpente di moto che si incunea tra stradine di una vecchia Italia, quella dimenticata, quella poco battuta. Lo avevo detto che Maps qui non c’era arrivato.

Molti non si aspettavano un panorama così bello.

Si arriva al camping “il Faggio”: Welcome Monza Moto, si legge all’ingresso – grazie per il benvenuto!

Ci si attiva:
Tutti a “costruirsi” il riparo per la notte. E chi non è pratico? Viene aiutato, naturalmente. Tutti allo stesso tavolo, per il descanso pomeridiano.

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Tutti a preparare la cena e poi a guardare il fuoco, che riscalda e ispira…tutti insieme fino all’1 di notte.

Piccolo particolare, senza telefonini tra le pa..e ops tra le mani? – non c’era campo e nessuno è morto!

E’ mattina, è ancoro presto e per molti la sveglia è la liberazione, quella dal sacco a pelo.

Non chiedeteci come sia stata la notte in tenda. Sembra quasi il segreto di Tutankhamon, nessuno ne parla di questa cosa.

Impacchettati i bagagli, c’è la voglia di continuare il giro proposto.

E allora si procede verso il Passo del Lagastrello, costeggiamo il lago Paduli, si sconfina in Toscana e si risale da Pontremoli e il Passo della Cisa, a 15gradi costanti…brrr.

I saluti finali, per 24 ore passate in compagnia arrivano all’autogrill e con loro la pioggia tanto scongiurata.

Poi sotto un temporale ruvido, da Piacenza a casa sono rimasto concentrato nella guida, ma una volta divanato, leggo i messaggi di raccomandazione ricevuti. Ancora uno, ancora un giro così: fateci ammortizzare la spesa della tenda/del sacco a pelo.

A Fin dall’inizio non sapevamo quale nome dare a questo evento. Tenda Run? No. Pillo Run? No in assoluto.
E’ rimasto senza nome fino a ieri sera, poi seguendo l’immaginario garibaldino, mi è venuto chiaro: il Giro dei 30!

E se l’anno prossimo lo ripetessimo? E se saremo 31 o chissà 40? Nessun problema aggiungeremo un posto a tavola, che c’è un amico in più.

Grazie davvero a tutti per la presenza e il mood POSITIVO con cui è stato vissuto ogni momento e l’accampamento.

Grazie a Roberta e marito per la disponibilità e il piacere con cui ci hanno accolti nel loro camping. Grazie ai “direttivi” per il supporto.
Grazie a chi, senza saperlo, ha ispirato questo viaggio, a sua insaputa e quasi per errore.

…e alle persone care, al tempo passato insieme, ai momenti piacevoli e caldi, a volte brevi e rubati, che una volta trascorsi, vanno posti nel cassetto, in quel cassetto dei ricordi…aimè, poi non tornano.

PillOn/Off

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