7-8-9/07/2023 …LA ZINGARATA del MONZA CHAPTER

Poche sono le certezze a questo mondo: 1) Il Natale quando arriva arriva 2) Perché Sanremo è Sanremo… e da ultimo 3) Per il Monza Chapter la Zingarata è “Sofferenza…” (come cita sapientemente Romano).

È pertanto con questo spirito ben preparato e determinato che ci troviamo pronti per partire, destinazione??? Non è dato sapere, chi la conosce sono solo gli organizzatori: Activity e Road Captain e noi tutti la scopriremo man mano, sperimentando il fascino dello sconosciuto.

Il 1° giorno possiamo considerarlo come trasferimento perché raggiungiamo nel tardo pomeriggio Pragelato, località montana della provincia di Torino in cui si sono disputate alcune gare nelle Olimpiadi Invernali del 2006. Il tempo non è poi così bello e minaccia pioggia ma si sa, se la Zingarata è sofferenza allora soffriamo.

La mattina del 2° giorno ci accoglie con un bel post acquazzone avvenuto durante la notte, però il meteo promette bene e le uniche ad essersi bagnate sono le moto (fiuuu ! ).

Pronti allineati e coperti, si ingrana la prima e si parte! Dopo alcuni Kilometri saliamo di quota e raggiungiamo il passo del Sestriere avvolti dalle nubi basse tanto che ci sembra di essere proiettati nel San Martino di Carducci (dite la verità che l’avete recitata mentalmente 😉).

Arrivati in cima la situazione cambia, il sole finalmente ci riscalda e dopo una breve sosta iniziamo la nostra avventura in terra d’oltralpe.

Il paesaggio è mozzafiato, le curve ed i tornanti su susseguono e allora accelera, frena, scala, piega a destra e a sinistra e poi via che si risale; intanto senza distrarci ci guardiamo intorno e quello che vediamo ci lascia decisamente a bocca aperta facendoci apprezzare sempre più quello che stiamo facendo mentre un ringraziamento nelle nostre menti viene rivolto agli organizzatori “Grazie ragazzi che ci state permettendo di godere di questa vista!”.

Siamo un gruppo compatto e ci muoviamo senza troppi intoppi e sbavature per cui il divertimento è massimo, le strade sono state più volte teatro del Tour De France e tanti sono i ciclisti che incontriamo tant’è che, quando affiora un po’ di stanchezza vedendo questi ultimi arrancare pensiamo “vabbè dai che c’è qualcuno che sta facendo più fatica di noi”, e poi magari c’è pure passato Annibale con i suoi Elefanti che non avevano manco il motore 114…

Una sosta alla sommità del Col de d’Izoard a 2360 Mt, situato nel dipartimento delle Alte Alpi, ci permette di ammirare le alpi Cozie che si estendono intorno,  con i loro declivi e alture; ma la Route Des Grand Alpes ci attende ed in un men che non si dica ecco che le nostre moto solcano l‘asfalto per raggiungere le mete successive,  i Road Captain fanno un lavoro eccelso , in testa ci guidano e in coda fanno sì che nessuno resti indietro, niente è lasciato al caso e tutti ci sentiamo sempre più sicuri e ci possiamo anche “distrarre” un pochino per guardare il paradiso intorno a noi.

Respiriamo a pieni polmoni quando arriviamo, dopo aver attraversato il Col de Vars immersi nel verde con il profumo dei pini e dei fiori ( questa è una delle fortune di muoversi in moto ), al Col De la Bonette a 2800 Mt dove un paesaggio lunare fa da contorno ad una delle strade più alte d’Europa, osservando quanto ci troviamo a percorrere non si può non provare una sorta di timore reverenziale verso la maestosità delle Alpi mormorando “ Io c’ero e mi è proprio piaciuto!”.

E adesso giù che si scende per poi risalire ancora attraversando il Col de Saint Martin per poi giungere al Col De Turini, glorioso per essere teatro di una delle prove speciali del Rally di Montecarlo; intanto ci chiediamo “ma dove Ca..spita siamo diretti ? “ beh, lo scopriremo solo vivendo.

Adesso però si scende definitivamente e, dopo un bellissimo percorso tortuoso in cui schiviamo anche sassi e rami caduti dai vari costoni, vediamo dinnanzi a noi sua maestà il mare!

Ecco dove eravamo diretti, a Mentone in Costa Azzurra, direi che non ci siamo fatti mancare niente! In pratica dalle Alpi alle Piramidi…

Qui l’ambiente e l’atmosfera sono completamente diversi, ciclisti e scalatori silenziosi lasciano il posto a bagnanti festanti e chiassosi; diverse sono le lingue parlate, Francese (ovviamente), Tedesco, Inglese, Italiano e tante altre non meglio identificate… manco fossimo a Babele.

La serata si svolge in completa rilassatezza ed allegria ricordando i vari passaggi fatti e le emozioni assaporate nel corso della giornata appena trascorsa, e comunque sempre nel Mood di base proclamato da Romano  “ Perché la Zingarata è sofferenza”, si però quella sofferenza che ti fa anche godere … aggiungerei 😉.

Eccoci arrivati al 3° giorno dove un sole già cocente alle primissime ore del mattino ci dà il buongiorno… AIUTO!

Ci accingiamo a partire quando Andrea si accorge che la sua gomma è bucata, mannaggia! E’ così che uno special team fatto da Gommisti e Umarèll (che danno consigli su cosa e come fare, rigorosamente con le mani dietro la schiena) si mette in pista ed in tempi degni dei meccanici di F1 (circa una mezz’oretta) estraggono una punta di spada, forse appartenuta appunto ad Annibale, e riparano il foro con tanto di attrezzatura very professional.

Finalmente si parte, anche in questo caso il percorso non è cognito ma tanto abbiamo appurato di essere in ottime mani per cui in tranquillità e scioltezza affrontiamo la via del ritorno.

Qui a far la differenza è la strada: pazzesca, incantata, bellissima, ai limiti in certi punti dell’Off Road, che a volte si trasforma in poco più che una trazzera (nel gruppo degli Zingari solo 2 o 3 mi capiranno…), nell’entroterra ligure che ci porta a Triora, un bellissimo borgo medievale noto per una tragica storia accaduta alla fine del 1500 che gli ha dato il soprannome di “Paese delle streghe”. Alcune donne del posto furono infatti accusate di stregoneria, subendo uno dei più celebri processi tenuti del nostro Paese. Così feroce da far soprannominare il paese la “Salem d’Italia.

Lasciamo questo posto incantato per un altro percorso altrettanto impervio tale da far pensare che fosse noto solo ai Road Captain e all’anonima sequestri, ad un certo punto ci aspettiamo quasi che dai boschi spunti cappuccetto Rosso ed il suo Amico Smartphone.

Anche qui sali, scendi, frena e curva, abbiamo ormai perso la nozione del tempo e dello spazio tanto ci sentiamo immersi nella natura, ad un certo punto penso… magari dopo questa curva vedo il cartello Peregallo (località ridente della Brianza)…

Però la magia della strada  panoramica finisce per lasciare posto all’ingresso in autostrada nel mezzo della bagarre dei vacanzieri del weekend che devono tornare a casa, qui tutti i sensi si allertano e uniti e compatti viaggiamo verso casa dove giungiamo nel tardo pomeriggio.

Sarebbe ridondante, ma lo faccio lo stesso, dire una volta di più quanto è stata bella questa esperienza che ci ha unito nello spirito, facendoci sentire parte di un Chapter glorioso come quello di Monza, rendendoci orgogliosi di averla fatta insieme.

Un grazie particolare va a tutti gli “Zingari”;  ai Ragazzi del gruppo strada , i Road Warriors, da Ivano che ci ha guidato magistralmente, ad Andrea P che lo ha coadiuvato in gran scioltezza, a Vittorio che con Ferro (the Director ) hanno fatto sì che nessuno rimanesse indietro, ed un grazie ai compagni di viaggio Andrea M., Dario G., Filippo B., Mauro F.( che con il suo Drone e la sua magica videocam ha fatto riprese mozzafiato); Mauro S. ( il sottoscritto che sta scrivendo), Max P. ( e le sue tantissime foto); Paolo C., Romano B. (che ha fatto parimenti bellissime riprese in prima persona, oltre ad essere dispensatore di massime di saggezza ricordandoci anche che Siamo nati per patire ed allora…Patiamo ); Tino A., William L e Zio Carlo S ( il referente organizzativo che ci ha dato la certezza del programma di viaggio); un grazie anche a Nello P, che purtroppo ci ha dovuto salutare al 2°  giorno ma che è stato con coi con il cuore e con lo spirito .  

Un’esperienza davvero unica che abbiamo la fortuna di poter ripetere ogni anno, su percorsi diversi ma con lo stesso spirito.

Dato però che l’ultima regola della Zingarata è “Quello che succede alla Zingarata … rimane alla Zingarata “: tutto quanto narrato sinora non è mai accaduto ed è esclusivamente un’opera di fantasia dell’Autore…

E ricordatevi sempre. …

                                     Motore…Ciak…Azione!

e…

     la prima in giù e tutte le altre in su!

Stay Tuned

Vostro Mauro Sarti, El Diablo #562

                          &                         

C U  On THE ROAD

 

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knjk.